Rose Equo e Solidali

Il giusto regalo per S.Valentino!
Disponibili in bottega
Da dove arrivano le rose in vendita? Per il consumatore sono anonime, senza storia, senza origine.
Eppure compiono un lungo viaggio per arrivare ad abbellire le nostre case, a essere segno di amore o gentilezza. Arrivano da migliaia di kilometri di distanza in particolare dal Kenya,dall'Etiopia e dall'Ecuador. Fanno questo lungo viaggio fra camion frigoriferi,aerei e ancora camion frigoriferi perché in questo modo sono più competitive, perché hanno minori costi sociali e ambientali. Tradotto vuol dire minimi livelli salariali,nessuna tutela sindacale, discriminazioni,rischi per la salute e nessuna tutela dell'ambiente circostante. I grandi produttori naturalmente non sono i locali: nel caso dell'Africa sono Europei. Perché europeo è il controllo del mercato globale dei fiori.
Guarda il video "Gli Schiavi di Naivasha"
Nel caso del lago Naivasha, zona dove viene prodotta la maggioranza delle rose kenyane,la coltura dei fiori ha monopolizzato l'uso dell'acqua del lago. In una zona arida le strade di accesso al lago sono state quasi tutte chiuse . Il lago viene pian piano prosciugato dalle colture e i reflui delle serre che raccolgono i pesticidi vi si versano direttamente. Le condizioni in cui i lavoratori e le lavoratrici (la maggior parte) si trovano a produrre sono assurde: non sono protetti dai prodotti chimici utilizzati e i rifiuti che da noi sarebbero classificati come speciali vengono abbandonati, i sacchi dei prodotti chimici addirittura usati nei mercati per trasportare il cibo.E cosa dire del fatto che le foglie e gli steli scaricati in campagna in Etiopia hanno provocato la morte di alcune mucche? Il risultato: i rifiuti sono stati scaricati una trentina di km più lontano dalla città.
Gli stipendi mensili si aggirano attorno ai 50 euro,circa un quarto va per l'affitto delle case che gli stessi proprietari delle serre affittano ai lavoratori. Spesso l'azienda fornisce protezioni ma chiede di indossarle solo quando arrivano visitatori esterni. Zepporah,28 anni e due figli racconta di una volta in cui sono state obbligate a non indossare biancheria intima per poter andare in bagno senza aver contatti con la pelle delle gambe. I prodotti chimici usati sui fiori che maneggiavano erano tossici. Dopo l'utilizzo di prodotti chimici dovrebbero passare almeno 48 ore prima che i braccianti possano accedere alle piantagioni, di solito non ne passano più di due. I pesticidi usati soprattutto in Sud America spesso sono sostanze proibite in Europa, e le leggi sui residui chimici sui prodotti non sono rigide come accade per la frutta e la verdura.
E poi c'è il lavoro minorile...non è facile avere dati ma l'Organizzazione Mondiale del lavoro (ILO) sostiene che nel 2000 erano almeno 48mila i bambini impiegati nelle piantagioni di fiori e questo dato si riferisce solo ad alcune provincie dell'Ecuador. Inoltre un quinto delle lavoratrici ha ammesso di essere stata costretta ad avere rapporti sessuali con i capireparto e più della metà riferisce di aver subito molestie .
E le rose italiane? Prima di tutto costano troppo: il 40% del costo è il lavoro, non meno di 10 centesimi a rosa. La differenza con il Kenya in primo luogo sta qui. Sul lago Naivasha chi coltiva i fiori guadagna un terzo di centesimo a rosa. E poi? Il mercato non vuole stagionalità. La maggior parte del mercato si fa in due soli momenti dell'anno: San Valentino e la festa della mamma. In entrambi i casi difficile reperire le rose italiane. Ma il mercato non accetta più che i fiori abbiano le loro stagioni. Eppure alcune coltivazioni resistono...ma le loro rose vengono esportate principalmente in Svizzera. Lì i consumatori pretendono rose certificate e pretendono i marchi.
E noi cosa possiamo fare? Denunciare e contemporaneamente fornire un'alternativa concreta.
Dall'11 Febbraio nelle botteghe dei popoli della Coop. Solidarietà si potrà acquistare un mazzo di rose kenyane certificate fair trade al costo di €10 (sono 10 rose). Un segno concreto in occasione della festa degli innamorati e un piccolo passo verso una sensibilizzazione a leggere la storia che vi sta dietro. Perché le persone non sanno. Questa è la tragedia di queste cose.
"Solo se faremo partire una forte campagna di sensibilizzazione pubblica su cosa sta dietro alle rose che regaliamo potremo sperare in un serio miglioramento delle condizioni disumane in cui versano le donne che le coltivano." (A.Zanotelli)
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